10/06/14

Il mio è un paese strano

Il mio è un paese strano.
Il mio è un paese strano, che giustifica gli atteggiamenti prevaricatori.
Il mio è un paese strano, che non si scandalizza quando qualcuno si fa beffe della comunità nella quale vive.
Il mio è un paese strano, dove i forti hanno il privilegio di non dover rispettare le regole.
Il mio è un paese strano, dove le uniche attività culturali sponsorizzate dalle istituzioni sono attività che di culturale non hanno nulla.
Il mio è un paese strano, perchè tutti diffidano di tutti anche se non ce ne sarebbe motivo.
Il mio è un paese strano, perchè dietro ogni cambiamento c'è solo la volontà di non cambiare niente.
Il mio è un paese (non tanto) strano, dove chi ha voglia di autorealizzarsi è obbligato ad andarsene.
Il mio è un paese strano, perchè chi se ne va capisce che il problema, spesso, sono le persone che restano.
Il mio è un paese strano, perchè chi resta e decide coraggiosamente di combattere sa di combattere contro i mulini a vento.
Il mio è un paese strano, "perchè impegnarsi? Tanto non cambia mai niente..."
Il mio è un paese strano, perchè abituato a giustificare la mafia, l'evasione fiscale, l'assenza di prospettive, l'inciviltà, le ingiustizie, i cani randagi, le molestie, i soprusi, la disoccupazione e l'ignoranza.

Però quando c'è da prendersela con un immigrato scappato dalla guerra, la cui unica colpa è quella di essere nata nella parte sbagliata del mondo... allora si imbracciano forconi e fucili per una, troppo facile, caccia all'uomo.

Il mio paese è Piazza Armerina. Il mio paese è l'Italia. Anche qui le dimensioni non contano

ff

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© Federico Filetti
Maira Gall