E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto per il blog. Purtroppo una sessione d'esami molto difficile prima e un po' di meritato riposo poi mi hanno tenuto distante dalla tastiera e dal confronto con chi mi segue.
Giorni tribolati questi. Si sono decise le sorti dell'Italia da qui ai prossimi 7 (?) anni. In questo periodo di stallo istituzionale si è votato il nuovo Presidente della Repubblica. Ci eravamo lasciati l'11 aprile con un mio piccolo comunicato dove confermavo che per il primo turno delle c.d. "Quirinarie" il mio voto era confluito verso Gino Strada. Il 15 aprile si è votato per il secondo turno, questa volta con una lista di dieci nomi. Mi sono informato un po' meglio, sono andato a ripescare le dichiarazioni di tutti i miei candidati ideali e, questa volta, ho deciso di votare Rodotà.
Ahimè, sappiamo bene come è andata a finire. Abbiamo avuto la riprova che il PD è un'accozzaglia di finti dilettanti e che niente è cambiato, a livello di logiche partitiche, dalla triste esperienza de L'Unione. Del resto, come possono coesistere, all'interno dello stesso ambiente, democristiani, vendoliani, dalemiani, renziani, civatiani ecc.? Cambia il nome ma non la sostanza.
Il PD è imploso, la sua segreteria si è dimessa, Bersani pure seguito a ruota dalla Bindi (olè!!!!). Ma basterà per far cambiare le cose?
Chiaramente no. E sarebbe da stupidi pensare il contrario.
Il ghigno di Berlusconi, durante la rielezione di Napolitano, mi ha messo molta tristezza.
E mi ha messo ancora più tristezza la reazione dei partiti al suo discorso di (re)insediamento. Come diavolo si fa ad applaudire fino a spellarsi le mani un nonnetto che, visibilmente commosso, ti accusa di aver fatto franare l'Italia?
Non ho mai vissuto, con questa consapevolezza, un periodo politico così intricato. Mi rendo conto che siamo quello che meritiamo. Abbiamo una classe dirigente pessima, siamo corrotti o corruttori per forma mentis. I nostri leader politici non hanno coraggio. Negli ultimi 20 anni avremmo potuto sotterrare B. sotto così tanta sabbia (e un po' di letame a scaglio) che ce lo saremmo dimenticati, così sarebbe o in galera o ad Hammamet a pregare in esilio sulla tomba del suo padrino politico.
Con tanta sincera gioia per tutti noi. E invece no! Il PD, forse perchè qualche scheletro nell'armadio ce l'hanno anche li dentro, lo ha tenuto a galla, facendogli la respirazione Boccia a Boccia, ogni qual volta l'amico B. ne avesse avuto bisogno.
Ho sempre detto (e chi ha avuto questo tipo di discussioni con me, potrà confermarlo), che non condividevo le prime mosse dei Cittadini a 5 Stelle in Parlamento, ma che per esprimere un giudizio rotondo avrei dovuto aspettare l'elezione del Presidente della Repubblica.
Credo, alla luce di quello che ho visto, che la strategia di Grillo e dei suoi parlamentari si sia rivelata assolutamente coerente e questo per due motivi: 1)Grillo ha avuto culo; 2) Grillo è stato estremamente lungimirante.
Ricordo che anche io storcevo il naso quando sentivo i capigruppo chiudere continuamente porte in faccia a Bersani in vista della nascita di un governo. Alla luce degli ultimi avvenimenti, però, mi rendo conto che Bersani non chiedeva collaborazione ma soltanto numeri. Alla fine i nodi sono venuti al pettine. Avrebbero potuto votare
Rodotà,
un uomo di sinistra, avrebbero potuto almeno chiamarlo e farsi spiegare qualche possibile soluzione, raggiungendo un accordo. Sicuramente sarebbe nato un governo, perchè Rodotà avrebbe nominato premier una persona competente e fuori dai partiti, si sarebbero potute fare tante cose. E invece niente, non se lo sono filati di striscio (controllare le dichiarazioni di ieri 22/4 dello stesso Rodotà, ndr).
In definitiva sento di potermi sbilanciare dicendo che le forze progressiste (eccezion fatta per M5S e Sel) forse sto cambiamento non lo volevano poi tanto. Il PD è destinato ad essere potenzialmente una Ferrari con tanti bei cavalli sotto al cofano, ma l'imperizia e la cecità della sua nomenklatura (e, diciamolo anche, di qualche suo elettore un po' radical chic) lo portano ad assomigliare ad una Fiat Duna.
In una nazione guidata, sempre e comunque, da Berlusconi e in una Lombardia guidata da un leghista per conto di B., inizio a sentirmi un po' stretto.
FF